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Karate Shotokan individuale

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Le lezioni individuali di Karate stile shotokan, consentono anche a coloro che hanno poco tempo ed orari limitati di poter comunque esercitare questa antica arte marziale giapponese praticata in tutto il mondo, in particolar modo nel nostro paese, dove il livello di Maestri ed allievi si vanta di essere tra i più alti al mondo.

Le nozioni basi saranno impartite con la consapevolezza che ad ogni aspetto teorico debba seguire un'immediata esperienza pratica, in modo da memorizzare immediatamemente la tecnica.

CENNI STORICI

Il Karate nasce ad Okinawa.Le sue origini non sono chiare . Molto si confonde tra realtà e leggenda. Il dato certo è che il Karate deriva dal Kung Fu Shaolin (o Shorinji Kempo). Durante un periodo di dominio Giapponese, agli abitanti di Okinawa fu vietato il porto di qualsiasi tipo di arma. Gli abitanti del posto, in particolare i nobili, dovettero imparare a difendersi a mani nude dalle bande di delinquenti dell'epoca, alcuni dei quali erano anche Samurai allo sbando. Dalle tecniche conosciute del Kempo elaborarono delle varianti in modo da rendere ogni singola tecnica particolarmente efficace. Naque l'idea del "todome" o "tecnica definitiva" che diede origine al "Kara te", letteralmente, "mano vuota". Gli insegnamenti erano tramandanti segretamente e da maestro ad allievo. Già alle origini i maestri dell'epoca si accorsero che le tecniche così elaborate erano in grado di uccidere o, comunque, infliggere gravi danni all'avversario. Nacque quindi la necessità di trasmettere l'aspetto filosofico ed esoterico della pratica e taleinsegnamento era riservato a pochi. Gli allenamenti erano massacranti e non prevedevano il combattimento. Molto spazio veniva dato allo studio dei Kyusho: punti vitali. Finito il dominio nell'isola, il Karate potè uscire dallo stato di segretezza ed essere divulgato a più praticanti. All'inizio del 900 il Maestro Gichin Funakoshi venne invitato in Giappone a tenere una dimostrazione di Karate ad un numero ristretto di praticanti di arti marziali. La dimostrazione ebbe un notevole successo, in particolare ne fu colpito il Maestro Gigoro Kano, fondatore dello Judo giapponese, il quale chiese al Maestro Funakoshi di insegnare alcune tecniche. Un pittore dell'epoca chiese poi al Maestro di elaborare un manuale del Karate. Il Maestro Funakoshi rimase in Giappone fino alla fine dei suoi giorni. Fondò il Karate Do stile Shotokan. Gichin Funakoshi morì nel 1957 la sua eredità rimase ad altri Maestri tra cui i Maestri Nakayama, Nishiyama e Kase. Oggi uno dei più grandi rappresentanti del Karate Shotokan è il Maestro Hiroshi Shirai, che insegna nel nostro paese dal 1965. Lo scopo del Karate è l'acquisizione del controllo assoluto e lo sviluppo della percezione. L'aspetto mentale è fondamentale poiché nel Karate ed in genere in tutte le arti marziali orientali, la miglior difesa personale è: non essere lì! Lo sviluppo della percezione attraverso l'allenamento tecnico, consente di cogliere i segnali di pericolo e di allontanarci. Il fine ultimo dell'arte marziale è un miglioramento interiore, l'acquisizione dei nostri limiti e delle nostre potenzialità, il miglioramento del carattere, il controllo delle reazioni e il dominio sulla paura o sulla rabbia. Non cedere alle provocazioni è più importante di una tecnica devastante, ma avere una tecnica devastante ci da la possibilità di scegliere. "Un uomo buono non è uno che fa del bene, ma uno che, potendo far del male, sceglie di far del bene!" Questo aspetto fisico e mentale è importante più per star bene con gli altri che per imparare "la mossa che uccide". Vincere la paura dell'avversario in un combattimento durante una seduta di allenamento ci consente di vincere altre paure più nascoste. Il nemico non si affronta, la paura sì! Solo quando non è possibile evitare il confronto, solo allora metteremo in pratica le tecniche imparate. Il Karate è un ARTE MARZIALE, quindi anche la parte di ARTE è importante. Il Karate deve essere bello, fluido, agile e potente. Deve essere un'arte! La postura, l'atteggiamento rivestono un ruolo altrettanto importante. Dobbiamo camminare diritti, ma non altezzosi, tranquilli e non "sicuri" o "arroganti". Tutto questo è Karate. Fisiologicamente il Karate sviluppa grande coordinazione e muscolatura forte e tonica. Lo studio della tecnica nella sua assoluta perfezione ci consente di capire qual' è "il primo problema". Cercheremo di migliorare la tecnica eliminando tutto ciò che non serve. Anche nella vita, mentalmente, ci si abitua a non perdere tempo in soluzioni fantascientifiche, ma a cercare nella semplicità la soluzione. Nella geometria e nella matematica della tecnica, troveremo il nostro modo di praticare e la nostra soluzione. Per questo il Karate è "per tutta la vita". Concluderò con una frase del Maestro G. Funakoshi, che bene esprime l'idea del Karate:

"Come la superficie levigata di uno specchio riflette tutto ciò che le sta davanti e una valle silenziosa riporta ogni più piccolo suono, così chi si appresta a praticare il Karate deve svuotare il proprio spirito da ogni malvagità e scopo egoistico per rispondere convenientemente dinnanzi a tutto ciò che può incontrare!"
G. Funakoshi

 

Docente: Paolo Fraschini

 

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